Naturanda®
Torna al sito

Naturanda® · Bartoli spa · Lucca

Perché Naturanda®

Naturanda® è una linea di prodotti che si basa sulle seguenti certificazioni.

FSC® C109191 — Ask for our FSC-certified materialsoPEFC/18-31-1248 — Bartoli spa ha una Catena di Custodia certificata PEFC
Fibra da foreste gestite responsabilmente FSC® C109191 o PEFC/18-31-1248
Riciclabile con la carta — Aticelca® 501
Riciclabile nella raccolta della carta Aticelca® 501 · livello A/A+ · reg. 11117-0004
OK compost INDUSTRIAL — TÜV Austria, certificato S0846
Compostabile in impianto industriale TÜV Austria OK compost INDUSTRIAL S0846
ISO
14001:2015
Sistema di gestione ambientale certificato Stabilimento Bartoli spa · Carraia (Lucca)

Le altre certificazioni della cartiera

Blue Angel — The German Ecolabel — www.blauer-engel.de/uz14a
Marchio ecologico tedesco Cartone RePROJECT® di Bartoli spa
Global Recycled Standard — Textile Exchange — Intertek 221716
Contenuto di riciclato certificato Intertek 221716 · linee BCC, BCR, BCT, BTO e Krafton®

Queste due certificazioni appartengono ad altre linee di prodotto della cartiera e non ai piatti in polpa di cellulosa: le riportiamo per completezza, con il loro perimetro dichiarato.

Le certificazioni si riferiscono alla linea di piatti e stoviglie in polpa di cellulosa termoformata prodotti a Carraia di Lucca, e non all'intero catalogo. Qui sotto, una per una: che cosa attestano, chi le rilascia e che cosa non dicono.

Claim 1 — Materia prima

Fibra vergine di origine europea, certificata FSC® o PEFC

I nostri piatti nascono da polpa di cellulosa vergine, non da carta da macero: è la scelta obbligata per un materiale che tocca il cibo. La fibra è un mix di fibra corta e fibra lunga sbiancata senza cloro elementare (ECF), acquistata da fornitori europei qualificati e tracciata lotto per lotto.

  • Foreste gestite responsabilmenteCertificazione forestale FSC® o PEFC sulla materia prima, con catena di custodia fino allo stabilimento.
  • Origine europea, non extra-UEFiliera intra-UE: fornitori qualificati e sottoposti ad audit, senza il passaggio da aree a rischio deforestazione.
  • Dovuta diligenza sull'origine, come impone l'EUDRIl Reg. (UE) 2023/1115 sui prodotti a deforestazione zero obbliga chi immette sul mercato europeo prodotti a base di legno a una dichiarazione di dovuta diligenza, con la geolocalizzazione dei terreni di origine. È un obbligo di legge, non un nostro merito: lo assolviamo con fibra europea tracciata lotto per lotto.
FSC® C109191 — Ask for our FSC-certified materialsoPEFC/18-31-1248 — Bartoli spa ha una Catena di Custodia certificata PEFC

Gli articoli sono coperti dall'uno o dall'altro schema. I marchi sono utilizzati sotto licenza; la loro validità è verificabile nei registri pubblici FSC® e PEFC.

Approfondimento

Che cosa certificano davvero FSC® e PEFC. Sono due schemi indipendenti, entrambi con verifica di parte terza accreditata. Certificano due cose distinte: la gestione forestale — che il bosco d'origine sia gestito con criteri ambientali, sociali ed economici verificati e con tagli non superiori alla ricrescita — e la catena di custodia (Chain of Custody), cioè che la fibra certificata resti tracciata e separata da quella non certificata lungo tutti i passaggi fino a noi.

Che cosa non certificano. Non dicono nulla sull'impronta di carbonio del piatto finito, sul suo fine vita né sui consumi del nostro stabilimento. Per questo non trasformiamo il logo forestale in un claim ambientale sul prodotto intero: riguarda la fibra, e lo scriviamo così.

I codici licenza (FSC® C109191, PEFC/18-31-1248) sono verificabili nei registri pubblici dei rispettivi schemi.

Il contesto europeo

La carta è il materiale su cui l'Europa sta costruendo la sua bioeconomia

Non è una tesi di settore: è la direzione scritta nei documenti della Commissione europea. E spiega perché un piatto fatto di fibra di cellulosa non è un ripiego, ma il materiale che l'UE ha scelto di mettere al centro.

Il 27 novembre 2025 la Commissione ha presentato la nuova Strategia UE per la bioeconomia, che affida ai materiali di origine biologica il compito di sostituire quelli fossili e colloca fra i propri pilastri la creazione di mercati guida per i prodotti biobased e l'uso responsabile e circolare della biomassa. Parliamo di un settore che nell'UE vale circa 2,7 trilioni di euro e occupa oltre 17 milioni di persone.

In questo quadro la fibra di cellulosa ha una posizione che nessun altro materiale biobased può rivendicare: è rinnovabile, proviene da una filiera che l'Unione regola in modo stringente — regolamento deforestazione e strategia forestale — e ha già, in tutta Europa, un sistema industriale di raccolta e riciclo maturo e capillare. È la ragione per cui il regolamento imballaggi assegna a carta e cartone l'obiettivo di riciclo più alto fra tutti i materiali.

Obiettivi di riciclo degli imballaggi al 2030 — Reg. (UE) 2025/40

  • Carta e cartone85%
  • Metalli ferrosi80%
  • Vetro75%
  • Alluminio60%
  • Plastica55%
  • Legno30%

Percentuale in peso di rifiuti di imballaggio da riciclare entro il 31 dicembre 2030, per materiale, fissata dal regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Carta e cartone sono anche la frazione più grande dei rifiuti di imballaggio generati nell'UE.

Un piatto in polpa di cellulosa sta esattamente in questo punto: è un prodotto biobased che prende il posto di un monouso in plastica, è fatto con fibra europea tracciata e, a fine vita, rientra nel ciclo cartario — cioè nella filiera che l'Europa ha deciso di rafforzare.

Approfondimento

Uso a cascata: perché la fibra vergine non è uno spreco. Il principio che l'UE applica alla biomassa è usarla prima nell'impiego di valore più alto e riciclarla il maggior numero di volte possibile. La fibra di cellulosa si presta a questa cascata meglio di quasi ogni altro materiale, ma a ogni ciclo di riciclo si accorcia: il sistema cartario europeo ha quindi bisogno di un apporto costante di fibra vergine responsabile per continuare a funzionare.

E per il contatto alimentare non c'è alternativa. Un piatto che tocca il cibo deve partire da fibra vergine controllata. La nostra scelta è quindi duplice: fibra vergine, ma certificata all'origine e di provenienza europea — e un prodotto costruito per rientrare nel ciclo, non per uscirne.

Claim 2 — Fine vita

Due strade certificate, e la regola per scegliere quella giusta

Un piatto in polpa di cellulosa può essere riciclato come carta oppure compostato in impianto industriale. Non sono due etichette messe insieme per fare volume: sono due certificazioni distinte, rilasciate da due enti diversi, che valgono in due situazioni diverse.

Riciclabile con la carta — Aticelca® 501
Strada 1 · Riciclo

Riciclabile nella carta

Valutato con il metodo Aticelca® MC 501, lo standard italiano che simula in laboratorio il processo industriale di riciclo cartario e misura quanto materiale va perso. Il nostro risultato è di livello A/A+: la fascia alta della scala.

Aticelca® 501 · registrazione 11117-0004

OK compost INDUSTRIAL — TÜV Austria, certificato S0846
Strada 2 · Compostaggio

Compostabile in impianto industriale

Certificazione TÜV Austria OK compost INDUSTRIAL, basata sulla norma EN 13432: disintegrazione e biodegradazione verificate nelle condizioni di un impianto industriale di compostaggio, con controllo su metalli pesanti e qualità del compost.

TÜV Austria · numero di certificato S0846

Naturanda® — livello A/A+ A+ A B C 0% 1,5% 10% 20% 40%

Scarto di processo misurato in laboratorio secondo il metodo Aticelca® MC 501. A+ sotto l'1,5%, A sotto il 10%, B sotto il 20%, C fino al 40%; oltre, il materiale non è riciclabile con la carta in modo tecnicamente ed economicamente efficiente. La classe finale è determinata dal parametro peggiore fra scarto grossolano, fiocchi, particelle adesive, adesività e disomogeneità ottica.

Come si butta — la regola pratica
Piatto pulito o poco untoRaccolta differenziata della carta e cartone. È la strada preferibile: la fibra rientra nel ciclo cartario.
Piatto sporco di residui di ciboRaccolta dell'organico, ma solo se il tuo Comune accetta le stoviglie compostabili nell'umido: non tutti gli impianti lo fanno. Verifica il regolamento locale.
Approfondimento

«Industriale» non è un dettaglio burocratico. OK compost INDUSTRIAL verifica che il prodotto si disintegri e biodegradi nelle condizioni di un impianto di compostaggio industriale: temperature elevate e costanti, umidità e rivoltamenti controllati, tempi definiti. La compostiera del giardino non riproduce quelle condizioni. Esiste una certificazione separata per quello — OK compost HOME — e noi non la vantiamo, perché non l'abbiamo per questa linea.

Perché non promettiamo entrambe le cose insieme. Riciclabilità e compostabilità sono due destini alternativi dello stesso oggetto, non due bonus cumulabili: quale dei due si realizzi dipende da come il piatto viene usato e da dove vivi. Il decreto chiede esattamente questo — che il consumatore capisca in quali condizioni un beneficio ambientale si verifica davvero.

Claim 3 — Il sistema di gestione

ISO 14001:2015: certifica come lavoriamo, non il singolo piatto

È la certificazione che viene citata più spesso e capita meno. Non è un'etichetta ecologica di prodotto: è la verifica, da parte di un ente accreditato, che l'azienda abbia un sistema di gestione ambientale funzionante — e che lo usi davvero.

Bartoli spa, la cartiera di Lucca di cui Naturanda® è la divisione B2C, opera dal 1894 ed è oggi alla quinta generazione familiare. Il suo stabilimento è certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001:2015, lo standard internazionale per i sistemi di gestione ambientale.

  • Certifica un'organizzazione, non un prodottoL'oggetto della certificazione è il sito produttivo e il modo in cui vi si governano gli aspetti ambientali: consumi, emissioni, rifiuti, scarichi, sostanze pericolose, emergenze.
  • Impone obiettivi misurabili e miglioramento continuoNon basta dichiarare buone intenzioni: servono aspetti ambientali significativi identificati, obiettivi con indicatori e scadenze, e prova documentale dei risultati.
  • Richiede la conformità legislativaIl sistema deve tenere sotto controllo tutti gli obblighi ambientali applicabili e dimostrarne il rispetto, autorizzazioni comprese.
  • È verificata da un ente terzo, e ripetutamenteAudit iniziale in due fasi, poi audit di sorveglianza ogni anno e rinnovo completo ogni tre. Se il sistema smette di funzionare, il certificato viene sospeso o revocato.

Il ciclo di miglioramento continuo

  1. 01PianificaAnalisi del contesto, aspetti ambientali significativi, obblighi di conformità, obiettivi.
  2. 02AttuaControllo operativo, competenze, procedure di emergenza, gestione dei fornitori.
  3. 03VerificaMonitoraggio degli indicatori, audit interni, riesame della direzione.
  4. 04MiglioraAzioni correttive sulle non conformità e nuovi obiettivi per il ciclo successivo.
Approfondimento

Che cosa ISO 14001 non dice. Non attesta che il piatto abbia un impatto ambientale basso, non misura la sua impronta di carbonio e non lo mette a confronto con prodotti concorrenti. Certifica che esiste — e viene applicato — un metodo per tenere sotto controllo gli effetti ambientali della produzione.

Perché la teniamo separata dagli altri claim. Estendere al prodotto un beneficio che riguarda l'organizzazione è esattamente il tipo di scorciatoia che il D.Lgs. 30/2026 considera ingannevole. Per questo, nella tabella qui sotto, l'ambito della ISO 14001 è dichiarato per quello che è: il sito produttivo di Lucca, non il singolo piatto.

Le prove

Ogni affermazione, la sua evidenza, il suo verificatore

Questa tabella è la pagina in forma breve: a sinistra ciò che diciamo, a destra chi lo ha controllato e su cosa. E soprattutto tiene separate due cose che spesso vengono confuse: ciò che è certificato da un ente terzo indipendente, con un numero verificabile, e ciò che è una nostra dichiarazione di conformità, sostenuta da documenti e analisi ma non da un marchio di certificazione.

Ciò che diciamoEvidenzaChi verificaA cosa si riferisce
Certificato da un ente terzo indipendenteMarchi di sostenibilità rilasciati da organismi accreditati al termine di audit o prove di laboratorio, con numero di licenza o di certificato verificabile.
Fibra da foreste gestite responsabilmenteFSC® C109191 o
PEFC/18-31-1248
Organismi di certificazione accreditati FSC® / PEFCLa materia prima e la catena di custodia
Riciclabile nella raccolta della cartaAticelca® 501
livello A/A+ · 11117-0004
Laboratorio di prova secondo il metodo Aticelca MC 501Il piatto finito, pulito da residui
Compostabile in impianto industrialeOK compost INDUSTRIAL
S0846 · EN 13432
TÜV AustriaIl piatto finito, in compostaggio industriale
Gestione ambientale dello stabilimentoISO 14001:2015Ente di certificazione accreditatoIl sito produttivo di Lucca, non il singolo piatto
Marchio ecologico Blue AngelBlauer Engel
DE-UZ 14a
RAL gGmbH, per conto della giuria ambientale tedescaIl cartone RePROJECT® di Bartoli spa, non i piatti in polpa
Contenuto di materiale riciclatoGRS — Global Recycled Standard
Intertek 221716 · ≥ 20%
Intertek, organismo di certificazione accreditato per lo standard di Textile ExchangeLe linee BCC, BCR, BCT, BTO e Krafton® di Bartoli spa, non i piatti in polpa
Dichiarato da noi, su base documentaleConformità che attestiamo sotto la nostra responsabilità, con documenti, analisi e tracciabilità disponibili su richiesta. Non sono marchi di certificazione e non li presentiamo come tali.
Idoneo al contatto con gli alimentiReg. CE 1935/2004
Reg. CE 2023/2006
DM 21.03.1973
Dichiarazione di conformità Naturanda®, con autocontrollo SACQ ispirato a HACCP / BRC / IFS e prove di laboratorioMateriali e buone pratiche di fabbricazione
Nessun PFAS aggiuntoReg. (UE) 2025/40 (PPWR)Dichiarazione Naturanda® su base documentale e controlli sulle materie primeRequisito di legge, non un merito ambientale
Dovuta diligenza sull'origine della fibraReg. (UE) 2023/1115 (EUDR)
applicabile dal 30.12.2026
Sistema di dovuta diligenza Naturanda® sui fornitori europeiL'approvvigionamento della fibra. Obbligo di legge, non un merito ambientale
Prodotto in ItaliaStabilimento di Carraia, LuccaTracciabilità interna di lottoTermoformatura, confezionamento e controllo qualità

Domande frequenti

Le risposte che di solito arrivano dopo

Il piatto si butta nella carta o nell'umido?
Dipende da come l'hai usato. Se è pulito o solo leggermente unto, va nella raccolta di carta e cartone: è la destinazione preferibile, perché la fibra rientra nel ciclo cartario. Se è sporco di residui alimentari va nell'organico, ma soltanto dove il servizio comunale accetta le stoviglie compostabili nell'umido. Se il tuo Comune non le accetta e il piatto è sporco, la destinazione corretta è l'indifferenziato.
Posso metterlo nella compostiera del giardino?
No, non lo garantiamo. La certificazione OK compost INDUSTRIAL riguarda le condizioni di un impianto industriale — temperatura, umidità e tempi controllati — che una compostiera domestica non riproduce. Per il compostaggio domestico esiste una certificazione separata, che per questa linea non abbiamo richiesto.
La polpa di cellulosa è carta riciclata?
No: è fibra vergine, un mix di fibra corta e fibra lunga sbiancata senza cloro elementare (ECF). Per un materiale destinato al contatto diretto con gli alimenti la fibra vergine certificata garantisce sicurezza e tracciabilità che il macero non può assicurare. Il vantaggio ambientale sta nell'origine certificata e nel fine vita, non nel contenuto di riciclato.
Che differenza c'è fra FSC® e PEFC?
Sono due schemi di certificazione forestale indipendenti, entrambi con verifica di parte terza accreditata, nati da percorsi diversi ma con finalità analoghe: attestare la gestione responsabile del bosco e la tracciabilità della fibra lungo la catena di custodia. A seconda del lotto di materia prima la nostra fibra è coperta dall'uno o dall'altro; in entrambi i casi l'origine è europea e tracciata.
Che cos'è il livello A/A+ di Aticelca?
Aticelca MC 501 è il metodo di prova italiano che misura quanto un prodotto cellulosico è realmente riciclabile insieme alla carta. In laboratorio si riproduce il processo industriale di riciclo e si misurano cinque parametri, fra cui lo scarto di processo e le particelle adesive. Il livello A+ corrisponde a uno scarto inferiore all'1,5%, il livello A a uno scarto inferiore al 10%: sono le due fasce più alte della scala, sopra B e C.
Dove posso vedere i certificati?
I codici licenza FSC® e PEFC sono consultabili nei registri pubblici dei rispettivi schemi; i certificati Aticelca, TÜV Austria e ISO 14001, insieme alle dichiarazioni di conformità al contatto alimentare, sono disponibili su richiesta scrivendo al nostro ufficio qualità.